CRITICHE

“Una precisa formulazione della “psicologia dell’Arte” nelle opere di Carla Monti”

di Antonino De Bono

Attenta a rappresentare la realtà puntando sulla “empatia” dell’immagine, Carla Monti ha evidenziato con maestria gli “Oggetti di ferma” (com’era denominata nel Seicento la “Natura morta”). Pertanto ha trasferito alle bottiglie, agli orci, ai vasi di cristallo sazi di fiori, agli abat-iours, ai libri, alla frutta, agli ortaggi, ecc., il concetto di “empatia”, come estrinsecazione delle proprie emozioni. Questa particolare trasfigurazione interiore dona alla “Natura Morta” (la vita silente di De Chirico), la maestà di un atto irripetibile, come se la raffigurazione delle cose campeggiasse ormai nell’eternità del “mondo delle idee” vagheggiato da Platone.

Ogni oggetto ha un’attenta percezione ritmica cromatica, ripresa entro uno spazio fenomenico come usava la Scuola dei Letterati nell’antica Cina, in cui ogni oggetto aveva una propria distinta personalità e viveva una vita effimera “animisticamente” presente.
Nasce da questa ricerca della forma la collocazione di ogni immagine in un Eden ideale: una formulazione speciale della realtà suggerita a suo tempo da Robert Vischer (1807-1887), il quale si rifaceva a Schopenhauer per definire questa forza attiva che spinge l’uomo a dipingere, trasferendo nell’opera rappresentata l’empatia, cioè la proiezione dei propri sentimenti.

Anche nei Nudi si applica questa riflessione estetica, perché Carla Monti sa conferire alle modelle raffigurate la vivacità dell’incarnato e l’intensità della vita che palpita nel corpo dipinto.
Nei Ritratti sa cogliere la personalità del personaggio, con tocchi strutturali resi con abile scioltezza.
L’oggettivazione come relativismo teleologico (cioè che indaga la finalità dei divenire del mondo), avviene nel Paesaggio sull’onda di una impaginazione forbita, in cui l’asse laterale o centrale del quadro si alterna per rendere la percezione immediata della natura, puntando sul “segno” e sul “colore”, talvolta con timbrico accento.
Domina in tutto l’opera di Carla Monti un contenuto spirituale, come se da ogni quadro dipinto risaltasse una motivazione sentimentale, a guisa di un “ideogramma”, elevato a simbolo dell’esistenza quotidiana.

 


“Armonia di luci e di colori: CARLA MONTI”

di Giorgio Rota

Protagonisti indiscussi delle opere della pittrice Cada Monti sono un fremito sempre aurorale di freschezza spirituale, di invito all’oblio delle incalzanti contraddizioni che generano angoscia e turbamenti e una saggia ed equilibrata interpretazione dell’esistenza, esaltata da una vitalità e purezza cromatica che non si possono facilmente dimenticare. Legata a un figurativo mai statico ed inerte o che si configura come una stanca epigonia di maldestre imitazioni, né tanto meno accattivante e acquiescente seguace di mode incomprensibili e senza futuro, l’artista ci coinvolge nei silenzi della sua anima, sempre viva e dotata della singolare capacità di recepire le nascoste vibrazioni delle cose e di fermarne, nelle creazioni, l’incantata melodia. Delle cose, appunto. Del mondo. Della natura. Dell’essere umano. Che si rivolgono a noi nel linguaggio, quasi silente e Impercettibile, di un’ininterrotta rivisitazione dell’inesauribile ricchezza e bellezza del creato e implicita e giornaliera riscoperta di un amore che sembra non avere (e non avrà) mai fine.
Dovunque, la commozione di Carla Monti è come trattenuta da una sintassi compositiva di rara pulizia formale, al di fuori di esagerazioni tecnico-espressive che possono anche risultare fuorvianti e non dare la giusta misura della sua pittura e dei suoi sentimenti. E’, la sua, un’avvincente preghiera all’incanto che ci circonda e ci affascina, come uno stupendo sogno che vive per sempre nella notte senza confini e senza tempo.

 


“CARLA MONTI. Un puro sigillo d’armonia all’invito della natura”

di Teodosio Martucci

Nella pittura di Carla Monti si dispiega un particolare senso della rappresentazione che infonde all’immagine un respiro visivo di oggettiva introspezione.
Infatti da una parte l’artista non rinuncia al carattere naturalistico dell’espressione, inclinando verso una chiara profilatura figurativa della forma, dall’altro quest’ultima racchiude in sé, implicitamente, un vigoroso raccoglimento interiore: la volontà non solo di rappresentare la forma, ma anche di meditare con e su di essa. Al fine dì perseguire questo scopo l’artista fonda la sua pittura su una solida impostazione classica. La nitidezza del disegno, l’equilibrio compositivo, la raffinatezza dei toni e delle vibrazioni atmosferiche sono assai eloquenti in tal senso.

Fenomeni recenti della storia dell’arte moderna e contemporanea come l’Espressionismo con le sue violente deformazioni o l’Impressionismo, che spinge l’accentuazione dei valori luminosi sino alla lirica disgregazione della forma, sono lontani dal gusto di una pittrice che non solo predilige la “tangibilità” della forma, quella che il grande critico Berenson considerava, unitamente al movimento, il nerbo dell’espressione artistica, ma la sua trasfigurazione in un ordine plastico e psicologico che conferisce all’immagine un tono di indiretta e discreta tensione metafisica.

Indubbiamente la pittura della Carla Monti fa riferimento ad un’idea di espressione artistica oggi alquanto trascurata. Innanzitutto esprime una fiducia piena, convinta nella pittura in quanto tale. Per lei il dipinto possiede in se stesso una sua completa e autonoma manifestazione poetica. Esso pertanto non deve divagare verso soluzioni letterarie o sociologiche, ma solo alimentarsi dall’inesauribile linfa del colore, della luce, dei toni.

Inoltre le sue composizioni svelano una sensibile attenzione per la dimensione figurativa del linguaggio artistico. Se l’astrazione, ad un certo punto, perviene ad un limite che non è più valicabile, al contrario la figura, poiché è legata alla percezione della realtà e dei suo dinamismo, manifesta una sua costante capacità di rigenerazione di cui la pittura della Monti è esemplare testimonianza.

Un discorso a parte merita il suo cromatismo. Sensibile, esso evita le crude accensioni e sottolinea nella coerenza dei valori atmosferici l’organicità della forma. Un risultato espressivo che diventa particolarmente evidente nella realizzazione delle Nature Morte. Un tema, quest’ultimo, che si rivela molto congeniale all’indole della Monti.

Diversi i modi di sviluppare il soggetto, spesso sottolineato da poetiche presenze floreali, tuttavia costante nell’armonica compenetrazione di luce e volumi. La pittura della Monti evidenzia doti di accurata raffinatezza oltre il velo di un’apparente semplicità raffigurata, la quale, al contrario, è il frutto di un notevole affinamento dei mezzi espressivi, nonché della sensibilità della percezione che coglie congrue combinazioni tonali e disegnative.

Il disegno, infatti, costituisce uno strumento efficace nella mani dell’artista. Esso rivela un’indagine attenta sul problema della forma, al fine di strutturarla in eleganti nuclei compositivi. Sussiste nel suo dipinto un’aspirazione ad un ideale di bellezza che si concretizzi nella cose familiari: il paesaggio, gli oggetti comuni della vita quotidiana, i fiori. Realtà che la pittura ha il potere di visualizzare al di là della loro ordinaria presenza fisica. In questo senso allora le cose si accordano con il loro interiore mistero e comunicano pure emozioni.

Un linguaggio espressivo, quello della Monti, che è animato da un’acuta consapevolezza del mezzo pittorico che è regolato da determinate leggi. Le quali, una volta cancellate o stravolte, pongono la presunta composizione artistica su un piano di sola e inconcludente velleità. Invece Carla Monti sottolinea in ogni suo dipinto una sua personale sapienza ideativa che corrobora le scelte soggettuali, raffina le varie fasi della realizzazione. La sua pittura nasce da una volontà di lirico confronto con la natura, la realtà, viste senza pregiudizi ma con un sobrio rapporto di razionalità e sentimento. L’uno non deve prevaricare sull’altra e viceversa: questo il segreto di una pittura lucida, affrancata da effimeri sperimentalismi, ma tutta volta a comprendere il fascino dei visibile. Traspare dalle opere dell’artista un desiderio di armonia che vinca la precarietà della sensazione.

Il suo discorso pittorico rimane all’interno di una visione naturalistica, meditata e approfondita nella sua emozionale dimensione. Carla Monti possiede il dono di un’espressione pittorica che nella sua franchezza d’immagine attinge a valori profondi, che sono senza età e tempo perché afferiscono alla vita interiore dell’individuo, ai suoi impulsi più autentici.

La personale che l’artista programma nella Sala Olimpia di Artecultura consentirà ad ogni visitatore attento di percepire la coerenza di un linguaggio pittorico che non si lascia irretire dalle mode, dagli estetismi senz’anima, ma che persegue con totale dedizione di mente e di cuore il suo vitale e magico sogno interiore.

 


“CARLA MONTI”

di Vittorio Sgarbi

“Così l’idea costituisce il perfetto della bellezza naturale, ed unisce il vero al verosimile delle cose sottoposte all’occhio, sempre aspirando all’ottimo e al meraviglioso, non solo emula, ma superiore fassi alla natura”. Carla Monti sembra avere recepito e accolto “l’idea di bello” di Giovan Pietro Bellori, ed è costante nelle sue opere il ricordo delle lezioni dei grandi maestri della tradizione figurativa italiana: l’importanza data al disegno, l’equilibrio compositivo e la raffinatezza dei toni. L’artista osserva la natura, si confronta con essa, se ne innamora e la fa sua. Come i più grandi amanti, non ne vede difetti e trasporta sulle tele solo le sue parti migliori. Ciò che lei vede in esse.

Carla Monti è nata a Milano, dove ancora oggi vive e lavora, e si è formata presso l’Accademia Libera del maestro Giacomo Gabbiani, il quale le trasmise la passione per la pittura ad olio. La sua vita, come a lei stessa piace dichiarare, è stata ed è dedicata all’arte. Premiata ed apprezzata dalla critica, ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Nella sua ampia produzione, Monti affronta con disinvoltura generi diversi: ritratti, paesaggi, fiori, nature morte. L’olio scivola leggero dal suo pennello, definisce con attenzione i lineamenti di un viso, i contorni di un fiore, il profilo di una collina. Crea immagini armoniose, ricche di contenuto introspettivo e dai colori tenui, sfumati e vibranti.

Il tutto è, però, come avvolto da una nota malinconica. Sono figure in attesa, assorte, distratte oppure ci sfidano con lo sguardo, sono per lo più donne e bambine senza sorrisi. Lin ha gli occhi da orientale e la luce di una guerriera; Maria ha l’aria indifferente e scostante, dal suo lungo abito bianco fugge una trasgressiva scarpetta rossa; poi c’è Laura: sensuale, bellissima e infelice.

I paesaggi sono silenziosi e sfocati, come ricordi lontani ma vivi nella memoria. Il cielo su di loro è grigio, solo ogni tanto arriva uno spiraglio di luce, ma la brezza rimane sempre fredda, come quando la furia del temporale si è appena placata.

 


“CARLA MONTI”

di Claudio Raccagni

“L’artista sa passare dalla staticità di una natura morta alle parole di un viso, che le sue donne sanno dare. Carla Monti dà il valore di una donna al corpo femminile; non è il corpo, sia nudo o velato ad avvolgere lo spettatore, ma la capacità del viso a farsi sentire………Brava per aver fatto parlare un dipinto, senza che questo, l’abbia fatto con il corpo, ma con le emozioni, sensazione che il viso sa dare. La semplice sensualità restano elementi fissi di queste due donne, ma anche sguardi che scrutano lo spettatore, quasi a dirgli: ” chi sei? mi devo fidare?”.
Ecco donne impresse su tela che vivono e non lasciano libertà di pensiero a chi le osserva, ma dirigono loro stesse i pensieri, guardandoli negli occhi.
Colori accesi, di purezza, oscuri come la notte e la sua passione.”

 


“CARLA MONTI”

di Liviano Papa

Nata a Milano è un’artista del contemporaneo…trasmette sulla tela sì l’immagine da rappresentare ma la carica di movenze astratte e interiori di grande raffinatezza compositiva.

E’ una pittura che non va controcorrente ma è in simbiosi col nostro tempo del quotidiano, regalando la sua ricerca a momenti di riflessione, e di gioia estetica e interiore del soggetto, vuoi una natura morta o l’espressione di una figura quella carica emotiva che solo pochi pittori riescono a trasmettere.

Da un apprendimento accademico sviluppa, in questo lungo percorso, la conoscenza della rappresentazione, elegante e di buon impasto coloristico. La sua ricerca assurge ala contemporaneità nell’espressione più alta e nobile nel procedere nel sistema Arte in tutta la sua movenza di spettacolarità, di poesia e di grande intimità a cui, la nostra Autrice appartiene.

 


“CARLA MONTI”

di Paolo Levi

C’è nella pittrice Carla Monti una chiara propensione per la figura che affronta in chiave armonica.

La ricerca del dettaglio, la definizione della postura preordinano la visione interiorizzata in un momento rilevatore. Soprattutto la cura nella definizione totale e della luce, è l’elemento portante di una raffigurazione sospesa, dove lo sfondo e il contesto, restano volutamente indeterminati, quasi a sottolineare l’attenzione interpretativa di tipo psicologico.

Prevale un senso di non detto, che sottintende una riflessione sul nostro esistere, o un vagare della mente verso approdi metafisici, verso un altrove forse irraggiungibile.

 


“CARLA MONTI”

di Bruno Rosada

Carla Monti divide la sua produzione in quattro generi: figure, panorami, fiori e nature morte.

A prima vista la sua pittura può sembrare “passata”: infatti rappresenta le cose “come sono”. Non eravamo più abituati, eppure la sua pittura esercita tanto fascino, poi si fa una scoperta banale.

La bellezza di questi quadri, non sta tanto nella aderenza della realtà esterna, ma nella organizzazione delle forme e del colore, una organizzazione che da risultati armonici, estremamente espressivi, sia sul piano rappresentativo sia sul piano emozionale; dove si raggiunge il massimo di una positiva complessità è nelle figure.

Qui si sommano e si incentivano reciprocamente fattori diversi: prima di tutto la psicologia del personaggio, il contesto ambientale ( Uomo del Camerun,  Bambina del Mali ) e qui l’abbigliamento ha una funzione fondamentale anche se non decisiva. La postura ( Bambina che riposa, Nudo di schiena , Bagnante ) tutti elementi che insieme concorrono a garantire non solo la complessità del soggetto, ma la completezza dell’opera.

 


“CARLA MONTI”

di Anna Jozzino

Carla Monti è una pittrice dotata di un naturale talento artistico e capace di creare opere con forme di immediata comunicazione e con temi figurativi e quotidiani nei quali riesce ad esprimere sentimento e armonia.

Ogni sua creazione è ricca di una vivacità cromatica ed espressiva, ritmata dalla luce che presiede al ritmo compositivo, alla modulazione tonale dei colori, illuminando, evidenziando, sfiorando alcuni elementi per rivelarne la più intima essenza. Nell’opera Bagnante il paesaggio è vasto, descritto nei dettagli naturalistici, ed è abitato da un nudo di spalle di una giovane donna, rappresentato con evidenza plastica ed una forte energia vitale, completamente immerso nelle acque del mare in una sinergia con le onde ed il cielo morbidamente sfumati, che quasi si confondono sulla linea dell’orizzonte.

 


“CARLA MONTI”

di Paolo Levi

Nelle opere di Carla Monti si trova il senso più intimo e profondo del difficile mestiere della tavolozza. La pittrice infatti è una raffinata e sapiente artigiana del colore, a cui non interessa la sperimentazione fine a se stessa e la provocazione che ha costellato buona parte della pittura del Novecento.

L’artista milanese vuole, al contrario, recuperare i valori tradizionali dell’arte pittorica, quelli che si basano sull’approfondita conoscenza del disegno e dell’uso del colore, giocato sulle vibrazioni tonali, sui contrasti e sugli equilibri cromatici. Sia che affronti la natura morta, il paesaggio o la figura, la pittrice sa trasferire le sue stesse emozioni di fronte al soggetto raffigurato, riuscendo tuttavia a rappresentarlo con puntuale oggettività. Senza mai rifugiarsi in accessi decorativi e descrittivi, sa cogliere il reale, in tutta la sua pienezza, esprimendo, nel contempo, un intenso lirismo.

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